Bruxelles, Nantes, Paris, le 11
Septembre 2006
Dott. Romano Prodi
Presidenza del Consiglio dei ministri
Palazzo Chigi, Piazza Colonna 370
00186
Roma - Italia
Signor Presidente del
Consiglio,
Già sei mese fa’, nel febbraio
Nella nostra lettera al vostro
predecessore noi rammentavamo, con le parole del filosofo Henri Pena-Ruiz, i
principi fondanti della laicità delle istituzioni e della scuola per uno
stato democratico: "Certi uomini credono in un dio. Altri in parecchi.
Altri si ritengono agnostici e rifiutano di pronunziarsi. Altri infine sono
atei. Tutti debbono vivere insieme. E questa vita comune, dalla prima
Dichiarazione dei diritti dell'uomo, deve assicurare a tutti, al tempo stesso,
la libertà di coscienza e l’uguaglianza dei diritti." ‘ E` cosi che la
laicità, garantendo l'assoluta libertà di coscienza e d'espressione dalla
separazione della religione e dello Stato, è chiaramente stabilita come una
condizione necessaria, anche se ovviamente non sufficiente, della democrazia
politica.
Numerose organizzazioni
democratiche, che difendono la libertà di coscienza, si sono rivolte per
scritto al vostro predecessore per reclamare la cessazione delle procedure
intentate dallo Stato italiano contro il giudice di Camerino. Per quel che ci
consta, nessuna ricevuta di ritorno - né a fortiori nessuna risposta - fu
mandata dalla Presidenza del Consiglio.
Pertanto, oggi noi ci
facciamo portavoce del centinaio di organizzazioni locali, nazionali e
internazionali, che come l'International Humanist and Ethical Union o il
Consiglio Ecumenico della Gioventù in Europa, hanno rivolto una petizione al
vostro predecessore.
Noi non intendiamo ingerirci
in quel che è di competenza esclusiva della democrazia politica italiana;
appartiene al popolo italiano e a lui solo d’impossessarsi, se lo desidera, con
le sue organizzazioni politiche, delle
esigenze democratiche della laicità istituzionale e scolastica e di fare
evolvere in conseguenza le leggi.
Alla stessa stregua, sul piano
giudiziario e conformemente alle leggi vigenti, il giudice Luigi Tosti,
esercita ed eserciterà presso le diverse giurisdizioni italiane e presso
Al contrario, aldilà delle
leggi che sono l’espressione della rappresentanza isituzionale della Repubblica
italiana, ci sono questioni che ricadono nella responsabilità dell’esecutivo, e
dunque, ormai, nella vostra responsabilità personale. E’ il caso delle
procedure che intenta lo Stato italiano contro il giudice Tosti; è il caso
delle circolari ministeriali; è il caso delle misure disciplinari prese contro
il giudice Tosti.
E’ dunque ufficialmente e pubblicamente che
noi ci rivolgiamo a Lei affinché metta fine all'insieme di procedimenti
attivati dallo Stato italiano contro il giudice Luigi Tosti, su disposizione
del vostro predecessore alla Presidenza dl Consiglio, ed affinché Lei attivi i
mezzi che
Ringraziandola in anticipo per
l’attenzione che vorrà accordare alla nostra lettera, e di quella
che accorderà alla nostra petizione, noi La preghiamo di accettare,
Signor Presidente del Consiglio, i nostri più rispettosi saluti.
Christian Eyschen (